Marketing e politica – Amazon Prime Video e il caso The Boys

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Mentre il cinema rimane suo malgrado fermo, tra costanti rinvii che hanno investito anche il prossimo film di 007, il mondo delle serie tv riprende la sua corsa, con un settembre che ha visto esplodere il fenomeno The Boys.

Amazon Prime Video ha infatti rilasciato la seconda stagione di Eric Kripke e tratto dall’omonimo fumetto di Garth Ennis. Ma che legame ha The Boys con i nostri soliti articoli?

The Boys – Politicamente scorretti

La seconda stagione di The Boys ha finito infatti per portare in scena una sorta di rivisitazione della situazione politica e sociale statunitense degli ultimi anni, ma andiamo con ordine.

In The Boys assistiamo a una realtà americana in cui i supereroi sono veri e propri beniamini, con merchandising, addetti alle pubbliche relazioni e molto altro, con una struttura societaria al cui capo troviamo la Vought, una grande multinazionale che ha costruito la sua fortuna sui supereroi, creati a loro insaputa attraverso il segreto Composto V. Dietro la maschera di eroi si nasconde una verità ben diversa, con eroi crudeli, cinici e opportunisti, con i “The Boys” del titolo rappresentati da un gruppo di vendicativi scapestrati con l’obiettivo di distruggere questa cristallina immagine.

Nella prima stagione la cura dell’immagine avviene in maniera abbastanza classica, attraverso sondaggi, indici di opinione e simili, per curare l’opinione pubblica. La seconda stagione, al contrario, porta questa rappresentazione a un livello più alto.

The Boys, i meme e la cultura della rabbia

La seconda stagione di The Boys vede la costruzione “artificiale” della minaccia dei cosiddetti “super-terroristi”, provocando uno slogan che conosciamo fin troppo bene: “non possiamo accogliere chiunque, potrebbero nascondersi delle minacce”. Un tema tornato molto spesso negli ultimi anni sia in Europa che in America, e utilizzato in The Boys proprio come cavallo di battaglia per giustificare la crescente intolleranza.

Come fomentare questa intolleranza?

Stormfront, new entry di questa seconda stagione, esprime molto bene l’idea alla base del suo modus operandi: non avere fan, ma soldati. E per farlo utilizza un team di social media manager incaricati di diffondere meme carichi di odio, discriminazione, rabbia. In un primo momento sono realizzati per portare in alto l’opinione nei suoi confronti, a discapito degli altri eroi, mentre successivamente la tecnica viene affinata per colpire il “nemico”, utilizzandola anche a favore degli eroi precedentemente “colpiti”.

Siamo sicuri si tratti solo di un’opera di fantasia? La manipolazione dell’opinione pubblica attraverso la rete diventa così un punto focale in The Boys, al punto che viene utilizzata anche per giustificare scandali e simili, sotto la bandiera del “bene superiore”.

Amazon Prime Video – Dal finto marketing all’applicazione reale

Potevano gli addetti alle pubbliche relazioni di Amazon Prime Video lasciarsi sfuggire un’occasione del genere? Assolutamente no e, poco dopo l’uscita della puntata che vede presentarsi sulla scena diversi di questi meme, li hanno pubblicati sulle loro pagine social, creando un piccolo fenomeno virale, e diffondendo ancora di più la novità dell’arrivo di questa seconda stagione.

stormfront meme

Effetto amplificato anche da un rilascio settimanale che ha portato il “buzz” in rete a ripetersi di settimana in settimana: magari tra qualche tempo, grazie al successo del marketing, dedicheremo un articolo proprio al cambiamento del modello di rilascio delle serie tv, dal “binge-watching” al recupero di quell’abitudine settimanale che ha dominato il panorama televisivo per decenni.

Nel frattempo, questa seconda stagione di The Boys ci ha regalato non solo un affresco del conflitto politico e sociale statunitense, ma anche dei mezzi e dei modi con cui viene diffuso attraverso gli utenti presenti in rete. Un qualcosa da non sottovalutare, visto anche come tutto ciò è stato notato negli ultimi anni non solo negli Stati Uniti, ma in gran parte del mondo occidentale.

La radicalizzazione delle idee passa attraverso la rete, con i principi del marketing che travalicano i confini del commercio abbracciando, loro malgrado, la politica. C’è davvero così differenza tra il concetto di “evangelisti”, tipico del marketing, e l’idea di “soldati” espressa da Stormfront?

Con le elezioni statunitensi alle porte potremmo davvero vederne di ogni tipo.

L’autore
Andrea Prosperi: Cresciuto a pane e social, è incuriosito da tutto ciò che accade in questo piccolo grande mondo.
https://www.instagram.com/socialmediasurfer/

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