Le regole sulla privacy di Whatsapp: cosa significano davvero per noi?

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Cosa sta succedendo a Whatsapp? Nelle ultime ore si fa un gran parlare del servizio di messaggistica istantanea, acquistato da Facebook qualche anno fa e ormai pienamente parte della piattaforma di servizi dell’azienda, insieme a Messenger di Facebook e all’altro social network, Instagram.

Il motivo principale di questa discussione? La privacy. Cerchiamo di capire insieme cosa sta succedendo e perché non è realmente necessario preoccuparsi.

Un messaggio particolare

I termini di utilizzo di Whatsapp stanno cambiando, e questo è fuori da ogni dubbio. Molti utenti, in tutto il mondo, hanno segnalato che l’applicazione sta mandando un messaggio di aggiornamento dei termini e delle condizioni di utilizzo del servizio, annunciando come, dall’8 febbraio, non sarà più possibile utilizzare Whatsapp senza accettare prima tali condizioni.

Un messaggio che ha quindi l’aspetto di un ultimatum, e che ha portato non solo alla preoccupazione generale, ma anche a una riflessione sulle migliori alternative a Whatsapp.

Tra queste spicca decisamente Telegram, servizio open source che da anni è riuscito a conquistarsi non solo uno spazio proprio, ma anche una folta schiera di fan, per la libertà generale della piattaforma e le molte features, spesso avanti di diverso tempo su quanto poi visto su Whatsapp. Un esempio? Basti pensare alla versione desktop, disponibile fin dalle prime versioni dell’applicazione, e ad oggi totalmente autonoma dall’utilizzo dello smartphone.

Il dibattito non si è certo fermato alle alternative per un uso privato, ma ha anche allarmato i molti utilizzatori di Whatsapp Business, in un momento di confusione dove sembra difficile reperire notizie certe su queste novità dei termini e delle condizioni del servizio.

Facciamo ordine.

Casa cambia in Unione Europea? GDPR e privacy

General Data Protection Regulation (GDPR) padlock on european union flag

Per chi vive in Unione Europea, sinteticamente non esiste alcun rischio, la policy aggiornata è sostanzialmente analoga a quella precedente.

La normativa che regolamenta la privacy, con il nome di GDPR (General Data Protection Regulation), è infatti molto protettiva nei confronti dei cittadini europei, e si tratta di una delle leggi decisamente più solide in materia di privacy del panorama globale.

Per questo, al netto del suo aggiornamento dei termini, Whatsapp deve comunque sottostare alla normativa europea.

Questo è il primo punto da tenere a mente: nonostante quel messaggio, infatti, i cittadini europei sono protetti dalla giurisprudenza Europea in materia di privacy.

Anzi, per essere ancora più chiari, i messaggi apparsi ai cittadini europei e ai cittadini extraeuropei sono differenti tra loro: i contenuti che tanto preoccupano fuori dal Vecchio Continente non sono infatti presenti in quel messaggio. Di quali contenuti parliamo esattamente?

L’intenzione di Facebook è quello di condividere, attraverso Whatsapp, alcuni dati degli utilizzatori della piattaforma di messaggistica: ciò significa che Whatsapp potrebbe trasferire il nostro numero e altri dati all’azienda “madre”, Facebook.

Tutto questo non è consentito dal GDPR Europeo ed è infatti stato escluso per gli utenti comunitari, Italiani inclusi quindi.

L’unica variazione significativa, che ci può riguardare, è riferita alla possibiltà per le aziende di contattare i propri clienti tramite la piattaforma, parliamo però di clienti attivi, con dati raccolti attraverso procedure conformi al GDPR, come per le newsletter ad esempio.

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Chat e crittografia

whatsapp crittografia

Anche Whatsapp è intervenuta nello smentire che, in Europa, verranno apportati tali cambiamenti. Eppure c’è ancora di più: il timore di molti è infatti legato alla possibilità che Whatsapp abbia pieno accesso alle nostre conversazioni, utilizzando i dati contenuti e trasferendoli a Facebook o terzi.

Ebbene, anche in questo caso non c’è timore, anche per i cittadini extraeuropei, poiché niente del genere è contenuto nell’aggiornamento dei termini di Whatsapp: ci sarà sì l’obbligo di condividere alcuni dati, ma non quello di condividere le conversazioni.

Tutto ciò si unisce alla crittografia delle chat di Whatsapp, presente ormai da anni e che può essere notata ogni qualvolta si inizi una nuova conversazione, poiché appare in cima alla chat tale informazione.

Whatsapp e pubblicità

Arriverà la pubblicità su Whatsapp? Per ora sembra escluso. Eppure viene da chiedersi se Facebook cercherà una via per monetizzare la piattaforma. Dall’acquisto, infatti, Whatsapp viene proposto gratuitamente: alcuni ricorderanno come, quando ancora indipendente, l’applicazione fosse disponibile con un pagamento una tantum su iOS e un abbonamento annuale su Android. Al contrario Facebook propone l’applicazione in formula totalmente gratuita.

Possibile quindi l’arrivo di pubblicità nei prossimi anni, come nel caso di Facebook e Instagram? I due social network infatti permettono agli utenti di sponsorizzare i propri contenuti, ottenendo buoni risultati attraverso la targettizzazione del pubblico. Potrà Whatsapp offrire tali pubblicità, senza violare le norme sulla privacy dei suoi utenti, in Europa e fuori da essa?

Ai posteri l’ardua sentenza. Per ora, per chi usa Whatsapp in Europa, cambierà davvero ben poco: l’aggiornamento dei termini è ritenuto innocuo da molti esperti, e tratta soprattutto aspetti commerciali e nuove possibilità per le aziende. Per cui, se Whatsapp non era tra le vostre preoccupazioni in materia di privacy fino a qualche giorno fa, non c’è alcun bisogno che lo diventi ora.

L’autore
Andrea Prosperi: Cresciuto a pane e social, è incuriosito da tutto ciò che accade in questo piccolo grande mondo.
https://www.instagram.com/socialmediasurfer/

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